ROVO, coltiva ciò che ami

Infestante, spinoso e con buonissimi frutti, il rovo rappresenta un ostacolo nel nostro cammino, una sfida, qualcosa che ci mette alla prova.

Per superare gli ostacoli è utile viaggiare leggeri, portando con noi solo ciò che è necessario. Facciamo pratica con l’arte del distacco, che ci permette di lasciar andate tutto ciò che non ci serve, anche se in passato ci è stato utile.

Lasciamo andare ciò che non fa per noi, e dedichiamo tempo e spazio alle nostre passioni, ai desideri, a creare il bello nelle nostre vite.

Spesso ci lasciamo travolgere dalla quotidianità, dedicando il nostro tempo all’accumulo di denaro per acquistare beni sempre più costosi. Il rovo ci ricorda di prendere distacco dall’aspetto materiale, osservare ciò che è realmente importante per noi, dando spazio ai valori del nostro bambino interiore, riscoprendo antichi talenti.

Per questa pratica yoga prendiamo contatto con le nostre passioni profonde e la nostra creatività, stimolando Muladhara e Svadhistana. Sperimentiamo il non attaccamento connettendoci alle energie di Anahata.

Buona pratica.

Namaste, Enrica.

NOCCIOLO, saggezza interiore

Il nocciolo simboleggia la saggezza interiore, in particolare con il frutto racchiuso nel guscio, ci ricorda di dar valore a ciò che è custodito all’interno.

Per i Celti la nocciola è il cibo degli dei. In Irlanda chi veniva scoperto a danneggiare o abbattere noccioli e meli rischiava una condanna a morte.

I ramoscelli di nocciolo venivano utilizzati per creare le bacchette magiche e dai rabdomanti per trovare acqua o oggetti.

Legato al mondo delle fate, si dice che due alberi di nocciolo che crescono vicini siano una porta tra i due mondi, umano e fatato.

Il nocciolo porta l’attenzione alla saggezza interiore di ognuno, ci insegna a distinguere tra conoscenza che si apprende con studio ed esperienza, e sapienza, che risiede in noi ed è custodita dai nostri Antenati.

Questa pianta ci spinge a volgere lo sguardo all’interno, chiedere ed attendere che le risposte affiorino. Per far questo è necessario isolarci dalle informazioni continue che riceviamo e ci distolgono dall’ascolto interiore.

Per la pratica yoga ispirata al nocciolo attiveremo Ajna, il sesto Chakra, sede del terzo occhio, e della nostra sapienza.

Buona pratica.

Namaste, Enrica

AGRIFOGLIO, l’ardore del guerriero

Pianta sempreverde, con foglie di un verde intenso e bacche rosse. Il suo legno brucia in fretta, sprigionando forte calore e liberando grande energia.

L’agrifoglio è la pianta dei mesi invernali, delle lunghe notti, dei periodi di riposo, con grande maturazione e crescita interiore.

Simbolo di forza, resistenza, tenacia, aggressività.

Ci ricorda di indirizzare il fuoco ardente delle nostre passioni per compiere atti utili, senza lasciarci governare da rabbia ed impazienza.

Ci spinge a dominare i sensi ed a seguire la via dei guerrieri di luce, che temperano gli impulsi e sono in grado di indirizzare le energie in azioni positive, riflettendo sulle conseguenze prima di agire.

Non lasciare che la mente sia offuscata dal fuoco delle passioni.

L’agrifiglio è considerata una pianta forte, di protezione. Veniva spesso piantata vicino a casa per eliminare le presenze negative; i romani la donavano agli sposi per augurare un matrimonio felice; in Britannia veniva utilizzata a scopi divinatori, per permettere alle ragazze di vedere in sogno il loro futuro sposo; la cenere dei fuochi sacri del solstizio d’inverno erano considerate potenti ed impiegate nella forgiatura delle spade; a natale si usa come decorazione perchè ricorda la corona di Gesù; Odino ricompensa l’aqgrifoglio, che ha sostenuto il figlio morente, rendendolo sempreverde, con bacche rosse che ricordano il sangue del figlio.

Tutto ciò non è possibile se, prima di cogliere i rami dell’agrifoglio, non si chiede il permesso alla pianta, ed anche in questo caso si possono cogliere solo i rami già spezzati.

Per la pratica yoga ispirata all’agrifoglio attiveremo l’elemento fuoco, attivando Manipura Chakra.

Buona pratica.

Namaste, Enrica.

QUERCIA, affidarsi al destino

Il termine “druido” significa “sapienza della Quercia”, questo la dice lunga sull’importanza di quest’albero imponente e maestoso.

La quercia è detta anche la regina degli alberi e racchiude in se principi maschili e femminili, creando completezza nell’unione. E’forte ed autorevole, al tempo stesso accogliente e nutriente.

Le querce accolgono e nutrono fino a 500 specie differenti e rappresenta ricchezza ed abbondanza.

Ha una forte presenza fisica che ci ricorda di mantenere contatto con il nostro corpo, sperimentare il radicamento e scaricare le energie a terra.

Per i greci mangiare le ghiande consente di assorbire la saggezza della pianta, e a Dodona le sacerdotesse del tempio, che altro non era che una foresta di querce, predicevano il futuro in base al movimento delle foglie, al suono degli anumali ed al vento tra gli alberi.

La grande quercia della foresta di Sherwood, luogo d’incontro di Robin Hood con i suoi compagni, esiste ancora, ha un diametro di 20 metri e all’interno del suo tronco cavo può ospitare una trentina di bambini.

Albero legato al destino, ci ricorda che ognuno è artefice del proprio destino con le scelte che continuamente facciamo. Ci ricorda di vivere il momento presente, pronti a cogliere tutte le opportunità che la vita ci pone dinnanzi. Ci spinge anche a riflettere sulle nostre intenzioni ed a riconoscere i reali desideri che ci muovono.

Per la pratica yoga ispirata alla quercia andremo a sperimentare il radicamento ed a vivere le asana cercando di godere del momento presente.

Buona pratica.

Namaste, Enrica

FRASSINO, forza e radicamento

Il Frassino richiama forza (da non confondere con potere) radicamento, senso di appartenenza. Legato ai principi energetici di Muladhara, il primo Chakra.

Se vuoi maggiorni informazioni su Muladhara ed una piccola pratica Yoga, legi questo articolo https://www.benesserecorpomente.it/armonizzare-primo-chakra-muladhara/

Pianta sacra ai popoli nordici, considerato l’albero della vita, la pianta che sostiene il mondo ed affonda le radici nella sapienza, dispensatore di forza e saggezza.

Anche Yggdrasil, l’albero del mondo della mitologia è un frassino.

Richiama all’evoluzione spirituale, ci ricorda di curare forza interiore e presenza spirituale, che saranno poi il nutrimento della nostra crescita, impossibile senza le necessarie risorse.

Ci ricorda inoltre di trovare radicamento e stabilità, il nostro posto nel mondo, punto di partenza e luogo di ritorno. Anche noi, come le piante, senza solide radici non possiamo prosperare.

Per la pratica yoga ispirata dal frassino, attiviamo le energie di Muladhara e la forza dei guerrieri.

Buona pratica.

Namaste, Enrica

SALICE, fluida ispirazione

Pianta cara a chi cerca armonia, connessione e ispirazione nella propria vita.

La sua energia dona saggezza e invita al rinnovamento.

Il Salice ama gli ambienti umidi, fortemente legato all’elemento acqua ed alla luna, è l’albero del fluire e dell’intuito. Fortemente connesso con le energie che scorrono e conducono al lato inconscio, stimola la creatività necessaria per portare ispirazione e rinnovamento nelle nostre vite.

Pianta presente in molte tradizioni, utilizzata da Druidi e Sciamani per le sue proprietà antidolorifiche, antinfiammatorie, antifebbrili; dagli artigiani per legare le viti intrecciare cesti e per accendere fuochi; dai rabdomanti per la sua connessione con l’acqua.

La pratica yoga ispirata dal Salice avrà movimenti fluidi ed un richiamo alle energie di acqua e luna.

Buona pratica.

Namaste, Enrica

ONTANO, protezione spirituale

Potere dell’oracolo, in connessione con il mondo spirituale.

L’Ontano è una pianta di piccole dimensioni e di grande potere, ci ricorda di proteggere il nostro spazio spirituale. In particolare ci insegna ad allontanare in modo esplicito ciò che non è in linea con noi, tenendo a mente che il silenzio può valere come assenso.

Quindi allontaniamo con voce chiara e determinata ciò che non desideriamo, segniamo i limiti del nostro territorio in modo chiaro.

L’Ontano è un colonizzatore, viene utilizzato per bonificare terreni umidi, poveri, malsani, in quanto fissa azoto nel terreno, aiutando la crescita delle altre piante. Dimostra quindi un animo generoso. Si pensa sia generoso anche perché quando tagliato, la linfa diventa bruno – rossastra, ricordando il sangue, dando così vita all’idea che la pianta si sacrificasse per difendere il territorio.

La stessa pianta presenta amenti sia maschili, più allungati, che femminili, tondeggianti, ricordandoci la compresenza di aspetti maschili e femminili in ognuno di noi, che possono coesistere e darsi forza a vicenda.

Ci dimostra tutta la sua forza proprio con le caratteristiche del suo legno, impiegato per utensili, nella liuteria per la realizzazione di chitarre, e per la sua resistenza all’acqua, tanto che le palafitte di Venezia sono in legno di Ontano.

I suoi impieghi pratici non finiscono qui, veniva usato da filatori e tessitori per tingere i tessuti.

Inoltre ha proprietà antinfiammatorie, diuretiche, astringenti, stimola la circolazione ed i decotti venivano impiegati per abbassare la temperatura in stati febbrili e per curare il mal di gola.

Nella pratica yoga ci ricorda di definire i nostri spazi vitali, i confini tra noi e gli altri e di difenderli con fermezza, mantenendo un attitudine generosa e amorevole.

Buona Pratica.

Namaste, Enrica

ALBERI MAESTRI

L’insegnamento delle Piante

Da tempo mi sono resa conto di sentire il richiamo di boschi, foreste, alberi.

Me ne accorgo dalle scelte che faccio durante i viaggi, nel mio tempo libero, nelle letture. Dando uno sguardo alla mia libreria, accanto ai manuali di Yoga, saltano all’occhio libri che trattano di animali, piante, esplorazioni. In questi libri ho trovato molti spunti di riflessione.

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Passare del tempo nel verde calma la mente, migliora l’umore ed il benessere generale della persona. E allora perchè non passarci più tempo?

L’osservazione della natura è un potente mezzo per conoscere se stessi ed il mondo, in natura c’è tutto, ci sono le risposte per chi sa dove e come guardare guardare.

Riprendere contatto con la natura, soprattutto che vive in città, in zone fortemente cementificate, non è sempre semplice. Trovare il tempo ed il modo per osservare, ascoltare piante e animali, le loro caratteristiche e attitudini, ci porta a conoscere la nostra natura più profonda. Le risposte sono li, a disposizione di chi, con pazienza e dedizione, impara dove e come guardare.

In natura troviamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

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Per questo ho pensato di proporre nei prossimi mesi delle pratiche Yoga dedicate alle piante. Spiriti dei boschi.

Ogni lezione sarà dedicata ad un albero, alle sue caratteristiche ed al suo spirito antico. Con le Asana richiameremo in noi la saggezza della pianta.

Buona pratica, Namaste.

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