FELCE, la verità della natura

Questa settimana ci lasciamo ispirare dalla felce.

Leggenda vuole che la felce fiorisca la notte del solstizio d’estate, chi in questa notte raccolga i suoi semi, riceverà in dono il potere dell’invisibilità. Ciò non è così semplice come può sembrare, dato che i semi sono piccolissimi, difficili da vedere, raccogliere e conservare; inoltre la pianta è protetta dagli spiriti del bosco che ostacolano chi tenta l’impresa.

La felce indica anche, con la sua presenza, il luogo in cui sono nascosti dei tesori, comunque non facili da trovare e sempre protetti dagli spiriti.

La felce ci spinge ad osservare la verità, la vera essenza del mondo e della natura che ci ospita, ciò che solo i saggi vedono con chiarezza, grazie alla conoscenza ed alla sapienza che hanno ottenuto.

Questa pianta suggerisce di dare con sincerità ed onestà il giusto valore alle cose, rifacendoci alle leggi di natura e non alle abitudini dettate dal nostro stile di vita, frutto di sovrastrutture creste dall’uomo.

La felce ci accompagna verso una comprensione autentica del mondo nel quale viviamo, verso la conoscenza della natura che va protetta e rispettata.

Questo nuovo atteggiamento verso l’ambiente ci porterà un miglioramento nella qualità della nostra vita.

Riconoscere e proteggere le natura significa riconoscere e proteggere noi stessi, ridefinendo le priorità e le scale di valori.

Nella pratica di questa settimana vedremo nelle asana i simboli di elementi naturali, riconosceremo in noi le loro caratteristiche, in connessione con l’energia di piante ed animali.

Buona pratica.

Namaste, Enrica.

ROVO, coltiva ciò che ami

Infestante, spinoso e con buonissimi frutti, il rovo rappresenta un ostacolo nel nostro cammino, una sfida, qualcosa che ci mette alla prova.

Per superare gli ostacoli è utile viaggiare leggeri, portando con noi solo ciò che è necessario. Facciamo pratica con l’arte del distacco, che ci permette di lasciar andate tutto ciò che non ci serve, anche se in passato ci è stato utile.

Lasciamo andare ciò che non fa per noi, e dedichiamo tempo e spazio alle nostre passioni, ai desideri, a creare il bello nelle nostre vite.

Spesso ci lasciamo travolgere dalla quotidianità, dedicando il nostro tempo all’accumulo di denaro per acquistare beni sempre più costosi. Il rovo ci ricorda di prendere distacco dall’aspetto materiale, osservare ciò che è realmente importante per noi, dando spazio ai valori del nostro bambino interiore, riscoprendo antichi talenti.

Per questa pratica yoga prendiamo contatto con le nostre passioni profonde e la nostra creatività, stimolando Muladhara e Svadhistana. Sperimentiamo il non attaccamento connettendoci alle energie di Anahata.

Buona pratica.

Namaste, Enrica.

MELO, vedere il cuore della realtà

Integrità, purezza, buona volontà, creatività, femminilità.

Queste alcune delle qualità associate al melo, albero della conoscenza.

I greci associavano le mele all’immortalità ed alla vita ultraterrena. Nei giardini delle Esperidi c’era un melo con pomi d’oro, che avevano la capacità di guarire i malati e ridare vita ai morti.

Per i celti il melo è un albero di luce, collegamento con il mondo ultraterreno.

Nella Bibbia la mela contribuisce alla caduta dall’Eden, rivelando il timore rispetto alle conoscenze elargite dal frutto, a quanto pare eccessive per l’uomo.

Artù morente sull’isola di Avalon, fu curato con le mele.

Secondo i Druidi, le mele hanno qualità trasformative e la possibilità di trasportare in altri mondi.

Lo spirito del melo ci spinge a guardare oltre la superficie, scostare il velo di Maya, e cercare la vera essenza delle cose. La pianta ci suggerisce di scendere in profondità, dove la verità viene rivelata.

Con questa pratica Yoga, andiamo alla ricerca della verità e della connessione con altri mondi stimolando Ajna e Sahasrara Chakra.

Ci facciamo sostenere da un cuore forte ed amorevole, in grado di accettare la nostra trasformazione ed accogliere il nostro nuovo essere.

Buona pratica.

Namaste, Enrica.

NOCCIOLO, saggezza interiore

Il nocciolo simboleggia la saggezza interiore, in particolare con il frutto racchiuso nel guscio, ci ricorda di dar valore a ciò che è custodito all’interno.

Per i Celti la nocciola è il cibo degli dei. In Irlanda chi veniva scoperto a danneggiare o abbattere noccioli e meli rischiava una condanna a morte.

I ramoscelli di nocciolo venivano utilizzati per creare le bacchette magiche e dai rabdomanti per trovare acqua o oggetti.

Legato al mondo delle fate, si dice che due alberi di nocciolo che crescono vicini siano una porta tra i due mondi, umano e fatato.

Il nocciolo porta l’attenzione alla saggezza interiore di ognuno, ci insegna a distinguere tra conoscenza che si apprende con studio ed esperienza, e sapienza, che risiede in noi ed è custodita dai nostri Antenati.

Questa pianta ci spinge a volgere lo sguardo all’interno, chiedere ed attendere che le risposte affiorino. Per far questo è necessario isolarci dalle informazioni continue che riceviamo e ci distolgono dall’ascolto interiore.

Per la pratica yoga ispirata al nocciolo attiveremo Ajna, il sesto Chakra, sede del terzo occhio, e della nostra sapienza.

Buona pratica.

Namaste, Enrica

SALICE, fluida ispirazione

Pianta cara a chi cerca armonia, connessione e ispirazione nella propria vita.

La sua energia dona saggezza e invita al rinnovamento.

Il Salice ama gli ambienti umidi, fortemente legato all’elemento acqua ed alla luna, è l’albero del fluire e dell’intuito. Fortemente connesso con le energie che scorrono e conducono al lato inconscio, stimola la creatività necessaria per portare ispirazione e rinnovamento nelle nostre vite.

Pianta presente in molte tradizioni, utilizzata da Druidi e Sciamani per le sue proprietà antidolorifiche, antinfiammatorie, antifebbrili; dagli artigiani per legare le viti intrecciare cesti e per accendere fuochi; dai rabdomanti per la sua connessione con l’acqua.

La pratica yoga ispirata dal Salice avrà movimenti fluidi ed un richiamo alle energie di acqua e luna.

Buona pratica.

Namaste, Enrica