PINO SILVESTRE, visione lucida

Pianta dall’energia Yang, stimola la forza fisica e mentale, contrasta esaurimento e stress, libera le vie respiratorie. Dona determinazione per i momenti in cui e necessario mantenere il punto, senza abbassare la testa.

Dell’olio essenziale di pino in un diffusore per ambienti, oppure della resina, possono aiutare a darci forza e coraggio.

Nei periodi in cui siamo sommersi da troppe notizie incontrollate, sa situazioni stressanti che creano ansia e tensione, Pinus Sylvestris ci può venire in soccorso.

Ci ricorda di non subire passivamente.

Non lasciamoci travolgere dagli eventi, ma ragioniamo con la nostra testa.

Il Pino ci porta a fare un passo indietro, metterci in disparte ed osservare le situazioni dall’esterno, con sguardo lucido e distaccato.

Avere un’ampia visione d’insieme, ci permette di valutare obbiettivamente pro e contro, realtà e falsi miti, soppesare le informazioni, riflettere e decidere serenamente come agire.

La pratica di questa settimana equilibra i Chakra e stimola il sistema nervoso, per darci l’opportunità di trovare la centratura necessaria per una visione chiara e distaccata.

Buona pratica.

Namaste, Enrica.

PRUGNOLO, la tua magia interiore

Prunus spinosa, pianta che con le sue spine ci avvisa riguardo a cattivi presagi, mette in guardia, richiede attenzione.

Ci fa sapere che presto avremo periodi difficili, consiglia di prepararsi ad ogni evenienza per superare gli inevitabili ostacoli nel migliore dei modi.

Insieme al biancospino, è protagonista dei festeggiamenti di primavera. Oltre ai cattivi presagi legati alle sue spine, con la dolcezza dei suoi frutti ci ricorda che, superati gli ostacoli, tutto andrà per il meglio.

Pianta legata al mondo magico, ci ricorda che la magia ci circonda in ogni cosa, e risiede in ognuno di noi.

In particolare è legato alla magia del mondo onirico, aiuta le visioni ed i sogni lucidi.

Per risvegliare in noi la magia del Prugnolo, la pratica yoga di questa settimana ci porta a contattare il settimo centro energetico. Cambiamo punto di vista, volgiamo lo sguardo dentro di noi, scopriamo la nostra magia.

Buona pratica.

Namaste, Enrica.

QUERCIA, affidarsi al destino

Il termine “druido” significa “sapienza della Quercia”, questo la dice lunga sull’importanza di quest’albero imponente e maestoso.

La quercia è detta anche la regina degli alberi e racchiude in se principi maschili e femminili, creando completezza nell’unione. E’forte ed autorevole, al tempo stesso accogliente e nutriente.

Le querce accolgono e nutrono fino a 500 specie differenti e rappresenta ricchezza ed abbondanza.

Ha una forte presenza fisica che ci ricorda di mantenere contatto con il nostro corpo, sperimentare il radicamento e scaricare le energie a terra.

Per i greci mangiare le ghiande consente di assorbire la saggezza della pianta, e a Dodona le sacerdotesse del tempio, che altro non era che una foresta di querce, predicevano il futuro in base al movimento delle foglie, al suono degli anumali ed al vento tra gli alberi.

La grande quercia della foresta di Sherwood, luogo d’incontro di Robin Hood con i suoi compagni, esiste ancora, ha un diametro di 20 metri e all’interno del suo tronco cavo può ospitare una trentina di bambini.

Albero legato al destino, ci ricorda che ognuno è artefice del proprio destino con le scelte che continuamente facciamo. Ci ricorda di vivere il momento presente, pronti a cogliere tutte le opportunità che la vita ci pone dinnanzi. Ci spinge anche a riflettere sulle nostre intenzioni ed a riconoscere i reali desideri che ci muovono.

Per la pratica yoga ispirata alla quercia andremo a sperimentare il radicamento ed a vivere le asana cercando di godere del momento presente.

Buona pratica.

Namaste, Enrica

BIANCOSPINO, accetta la sfida

La pianta di maggio, usata per adornare le Regine di maggio, durante i festeggiamenti celtici di primavera Beltane.

In Britannia è la pianta che germogliò dal bastone piantato a terra da Giovanni d’Arimantea, nel luogo che divenne la sede della prima Chiesa cristiana.

Greci e romani usavano addobbare gli altari con fiori di biancospino durante i riti nuziali. Usato per propiziare le nascite e proteggere i neonati.

Una leggenda celtica narra che il padre della dea della primavera (il gigante Biancospino), Olwen, impose all’eroe innamorato della figlia una serie di imprese impossibili, con l’intenzione di ostacolare il loro amore.

Il biancospino è un arbusto fiorito, spinoso e longevo, che ama le zone montuose.

E’ considerato di buon auspicio, casa delle fate, che scaccia gli spiriti maligni.

Con la sua energia ci spinge ed accettare le sfide, ad avventurarci in nuovi ed inesplorati territori, a mettere alla prova il nostro potere spirituale di fronte alle nostre paure.

Ci ricorda di osservare con occhi nuovi la nostra vita, accogliere i cambiamenti, scoprire le nuove possibilità e accettare le nuove sfide con saggezza e coraggio.

La pratica yoga ispirata dalle energie del biancospino attiverà primo e sesto chakra, per trovare forza e saggezza; terzo e quarto per darci coraggio e accoglienza.

Buona pratica.

Namaste, Enrica

SALICE, fluida ispirazione

Pianta cara a chi cerca armonia, connessione e ispirazione nella propria vita.

La sua energia dona saggezza e invita al rinnovamento.

Il Salice ama gli ambienti umidi, fortemente legato all’elemento acqua ed alla luna, è l’albero del fluire e dell’intuito. Fortemente connesso con le energie che scorrono e conducono al lato inconscio, stimola la creatività necessaria per portare ispirazione e rinnovamento nelle nostre vite.

Pianta presente in molte tradizioni, utilizzata da Druidi e Sciamani per le sue proprietà antidolorifiche, antinfiammatorie, antifebbrili; dagli artigiani per legare le viti intrecciare cesti e per accendere fuochi; dai rabdomanti per la sua connessione con l’acqua.

La pratica yoga ispirata dal Salice avrà movimenti fluidi ed un richiamo alle energie di acqua e luna.

Buona pratica.

Namaste, Enrica

ONTANO, protezione spirituale

Potere dell’oracolo, in connessione con il mondo spirituale.

L’Ontano è una pianta di piccole dimensioni e di grande potere, ci ricorda di proteggere il nostro spazio spirituale. In particolare ci insegna ad allontanare in modo esplicito ciò che non è in linea con noi, tenendo a mente che il silenzio può valere come assenso.

Quindi allontaniamo con voce chiara e determinata ciò che non desideriamo, segniamo i limiti del nostro territorio in modo chiaro.

L’Ontano è un colonizzatore, viene utilizzato per bonificare terreni umidi, poveri, malsani, in quanto fissa azoto nel terreno, aiutando la crescita delle altre piante. Dimostra quindi un animo generoso. Si pensa sia generoso anche perché quando tagliato, la linfa diventa bruno – rossastra, ricordando il sangue, dando così vita all’idea che la pianta si sacrificasse per difendere il territorio.

La stessa pianta presenta amenti sia maschili, più allungati, che femminili, tondeggianti, ricordandoci la compresenza di aspetti maschili e femminili in ognuno di noi, che possono coesistere e darsi forza a vicenda.

Ci dimostra tutta la sua forza proprio con le caratteristiche del suo legno, impiegato per utensili, nella liuteria per la realizzazione di chitarre, e per la sua resistenza all’acqua, tanto che le palafitte di Venezia sono in legno di Ontano.

I suoi impieghi pratici non finiscono qui, veniva usato da filatori e tessitori per tingere i tessuti.

Inoltre ha proprietà antinfiammatorie, diuretiche, astringenti, stimola la circolazione ed i decotti venivano impiegati per abbassare la temperatura in stati febbrili e per curare il mal di gola.

Nella pratica yoga ci ricorda di definire i nostri spazi vitali, i confini tra noi e gli altri e di difenderli con fermezza, mantenendo un attitudine generosa e amorevole.

Buona Pratica.

Namaste, Enrica