Donare, Ricevere, Condividere, Accettare

Tutto è in continuo mutamento.

Lo sappiamo, niente è per sempre, tutto cambia, si trasforma, evolve. Esserne realmente consapevoli è tutt’altra cosa. Accettarlo altro ancora.

Cambiamento rapidi, imprevisti, fuori dal nostro controllo possono destabilizzare.

In questo si è modificata la vita di tutti. Siamo tutti nella stessa barca, si, ma non tutti viaggiamo in prima classe. Ognuno affronta questo periodo a modo proprio, facendo fronte come può alle difficoltà che incontra, di qualunque natura siano.

Potrebbe essere utile in questo momento, stare in ascolto, osservare. Cogliere le reali esigenze nostre e delle persone attorno a noi, valutare obiettivamente cosa possiamo fare per aiutare noi stessi e gli altri.

Cogliamo l’occasione per imparare a chiedere ciò che ci serve e ad accettare ciò che ci viene offerto.

Sebbene fisicamente distanti gli uni dagli altri, barricati dietro le mascherine, gli occhi rimangono visibili, e gli occhi possono comunicare davvero molto. Cerchiamo di cogliere lo sguardo del tizio dall’altra parte della strada, proviamo a capire come sta, immaginiamo quali potrebbero essere le sue difficoltà, valutiamo se abbiamo la possibilità di fare qualcosa di utile per lui o per altri.

Potrebbe venirci in aiuto una pratica yoga con Asana che ci portano in contatto con Anahata, il centro energetico de cuore, per provare empatia a distanza, accogliere ed accettare noi e gli altri, ed una meditazione per predisporci all’ascolto, affinando i sensi e l’intuito.

Buona pratica.

Namaste, Enrica.

EDERA, LASCIARSI SOSTENERE

Come mettere da parte l’orgoglio ed accettare l’aiuto che ci viene offerto.

L’Edera fa parte dei sempreverdi, è una pianta invasiva, rigogliosa, prospera facilmente. Viene associata alla ricchezza, all’abbondanza, alla prosperità, alla salute, alla fedeltà, all’amore, alla fortuna ed all’amicizia.

La natura rampicante dell’edera, che sale lungo gli alberi, ricorda un caldo abbraccio, una presenza confortante.

L’edera ci ricorda che non siamo infallibili e le nostre risorse non sono infinite. Noi, come tutti, abbiamo bisogno di aiuto. L’ego ci spinge ad essere ostinati ed orgogliosi, rifiutando di ammettere che abbiamo bisogno di sostegno.

Con l’edera impariamo a controllare l’ego, rendendoci meno riluttanti ad ammettere che non siamo totalmente autosufficienti, possiamo essere umili ed onesti con noi stessi e modificare il nostro atteggiamento.

In connessione con le vibrazioni di questa pianta, possiamo riconoscere i nostri limiti, accettare l’aiuto che ci viene offerto, affidarci ed imparare a ricevere, delegando e lasciando andare quando non è possibile fare altro.

La pratica di questa settimana lavora sull’attaccamento causato dall’ego, sull’accettazione dei propri limiti, sulla gratitudine per ciò che ci viene offerto e sulla fiducia.

Buona pratica.

Namaste, Enrica.

MELO, vedere il cuore della realtà

Integrità, purezza, buona volontà, creatività, femminilità.

Queste alcune delle qualità associate al melo, albero della conoscenza.

I greci associavano le mele all’immortalità ed alla vita ultraterrena. Nei giardini delle Esperidi c’era un melo con pomi d’oro, che avevano la capacità di guarire i malati e ridare vita ai morti.

Per i celti il melo è un albero di luce, collegamento con il mondo ultraterreno.

Nella Bibbia la mela contribuisce alla caduta dall’Eden, rivelando il timore rispetto alle conoscenze elargite dal frutto, a quanto pare eccessive per l’uomo.

Artù morente sull’isola di Avalon, fu curato con le mele.

Secondo i Druidi, le mele hanno qualità trasformative e la possibilità di trasportare in altri mondi.

Lo spirito del melo ci spinge a guardare oltre la superficie, scostare il velo di Maya, e cercare la vera essenza delle cose. La pianta ci suggerisce di scendere in profondità, dove la verità viene rivelata.

Con questa pratica Yoga, andiamo alla ricerca della verità e della connessione con altri mondi stimolando Ajna e Sahasrara Chakra.

Ci facciamo sostenere da un cuore forte ed amorevole, in grado di accettare la nostra trasformazione ed accogliere il nostro nuovo essere.

Buona pratica.

Namaste, Enrica.