MELO, vedere il cuore della realtà

Integrità, purezza, buona volontà, creatività, femminilità.

Queste alcune delle qualità associate al melo, albero della conoscenza.

I greci associavano le mele all’immortalità ed alla vita ultraterrena. Nei giardini delle Esperidi c’era un melo con pomi d’oro, che avevano la capacità di guarire i malati e ridare vita ai morti.

Per i celti il melo è un albero di luce, collegamento con il mondo ultraterreno.

Nella Bibbia la mela contribuisce alla caduta dall’Eden, rivelando il timore rispetto alle conoscenze elargite dal frutto, a quanto pare eccessive per l’uomo.

Artù morente sull’isola di Avalon, fu curato con le mele.

Secondo i Druidi, le mele hanno qualità trasformative e la possibilità di trasportare in altri mondi.

Lo spirito del melo ci spinge a guardare oltre la superficie, scostare il velo di Maya, e cercare la vera essenza delle cose. La pianta ci suggerisce di scendere in profondità, dove la verità viene rivelata.

Con questa pratica Yoga, andiamo alla ricerca della verità e della connessione con altri mondi stimolando Ajna e Sahasrara Chakra.

Ci facciamo sostenere da un cuore forte ed amorevole, in grado di accettare la nostra trasformazione ed accogliere il nostro nuovo essere.

Buona pratica.

Namaste, Enrica.

NOCCIOLO, saggezza interiore

Il nocciolo simboleggia la saggezza interiore, in particolare con il frutto racchiuso nel guscio, ci ricorda di dar valore a ciò che è custodito all’interno.

Per i Celti la nocciola è il cibo degli dei. In Irlanda chi veniva scoperto a danneggiare o abbattere noccioli e meli rischiava una condanna a morte.

I ramoscelli di nocciolo venivano utilizzati per creare le bacchette magiche e dai rabdomanti per trovare acqua o oggetti.

Legato al mondo delle fate, si dice che due alberi di nocciolo che crescono vicini siano una porta tra i due mondi, umano e fatato.

Il nocciolo porta l’attenzione alla saggezza interiore di ognuno, ci insegna a distinguere tra conoscenza che si apprende con studio ed esperienza, e sapienza, che risiede in noi ed è custodita dai nostri Antenati.

Questa pianta ci spinge a volgere lo sguardo all’interno, chiedere ed attendere che le risposte affiorino. Per far questo è necessario isolarci dalle informazioni continue che riceviamo e ci distolgono dall’ascolto interiore.

Per la pratica yoga ispirata al nocciolo attiveremo Ajna, il sesto Chakra, sede del terzo occhio, e della nostra sapienza.

Buona pratica.

Namaste, Enrica